V-GER per l’Università di Bologna: ScanRider 1.2 semplifica lo studio dei reperti storici

Scansione di reperti storici con Scanner 3D di V-GER

Attraverso l’evoluzione tecnologica e grazie ad attrezzature sempre più sofisticate, oltre che allo studio congiunto di archeologi e linguisti, oggi è possibile studiare con più accuratezza reperti storici, tra cui oggetti iscritti con sistemi di scrittura ancora indecifrati.

Silvia Ferrara, professore ordinario del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna (Filologia e civiltà micenea), insieme al suo team, ha fuso passato e futuro per fare notevoli passi in avanti nella decifrazione delle scritture antiche.

Infatti, nell’ambito di un progetto, finanziato dalla Comunità Europea (European Research Council), chiamato  INSCRIBE (INvention of SCRipts and their BEginnings), tra i cui obiettivi rientra la produzione del primo corpus digitale dei sistemi di scrittura indecifrati, soprattutto quelli provenienti dal mare Egeo del II millennio a. C. (Geroglifico Cretese, Lineare A e Cipro-Minoico), il gruppo di ricerca è riuscito ad analizzare, grazie alla scansione 3D, antiche iscrizioni e reperti di sistemi di scrittura le cui lingue sono ancora sconosciute. Tra queste, anche alcune tavolette scritte in Rongorongo, un antico sistema di scrittura proveniente dell’Isola di Pasqua. Le tavolette sono conservate oggi a Roma, presso il Museo della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

 

QUALI STRUMENTI HANNO UTILIZZATO?

I reperti archeologici spesso non vantano uno stato di conservazione perfetto e presentano caratteristiche molto diverse tra di loro in termini di dimensioni e materiali.

Infatti, possono essere in argilla, in terracotta o altri materiali come avorio o pietre semi dure, oppure possono essere riflettenti (come nel caso dei metalli, sia usati per le monete o per i gioielli).

Il team di ricercatori ha optato per la scansione 3D a luce strutturata e per la fotogrammetria per digitalizzare in 3D i reperti e avere la possibilità di studiarne in dettaglio le iscrizioni, grazie a scansioni 3D di ottima qualità e a colori.

Per quanto riguarda la scansione 3D, è stato scelto ScanRider 1.2 di V-GER, l’unico scanner 3D da tavolo automatico regolabile, basato sulla tecnologia della luce strutturata, capace di ricostruire anche il più piccolo dettaglio con un alto grado di precisione.

Tutto questo è reso possibile grazie alle caratteristiche uniche e brevettate di ScanRider 1.2, come la scalabilità in varie dimensioni grazie a tre modalità di scansione e l’elevatissima risoluzione di scansione 3D, che permette di ottenere un elevato dettaglio, anche per oggetti di piccole dimensioni: una risoluzione fino a 50 µm ed una precisione fino a 30 µm.

Per quanto riguarda la fotogrammetria, invece, sono stati utilizzati diversi sensori e obiettivi a seconda delle caratteristiche degli oggetti. Grazie alla fotogrammetria, gli studiosi hanno potuto ottenere una texture dettagliata dei reperti da riproiettare sui modelli 3D.

Scansione di tavolette Rongorongo con Scanner 3D di V-GER

Scansione 3D con ScanRider 1.2 della tavoletta C (o Mamari) iscritta in Rongorongo

RISULTATI DEI TEST

ScanRider 1.2 ha prodotto modelli 3D in scala in formato .stl ed ha evidenziato chiaramente come questo scanner 3D sia effettivamente in grado di ricostruire anche i più piccoli dettagli con elevata risoluzione, aspetto di maggiore interesse in questo studio, dato che è incentrato particolarmente sulle iscrizioni antiche, alcune delle quali molto superficiali.

Ecco alcuni degli incredibili risultati ottenuti attraverso la scansione dei reperti storici:

Scansione 3D con ScanRider 1.2 in modalità 1 – Copia in gesso di una tavoletta proveniente dal sito di Ebla, Siria

Scansione 3D con ScanRider 1.2 in modalità 2 – Tavoletta Mamari (Rongorongo)